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Norme tecniche di attuazione variante Farra-Boscariz

creato da adminUltima modifica 27/03/2007 13:22
Articolo 01 - Contenuti
Articolo 02 - Elaborati
Articolo 03 - Articolazione della normativa
Articolo 04 - Definizioni
Articolo 05 - Azzonamenti
Articolo 06 - Modalità  di attuazione
Articolo 07 - Modalità  dell'intervento edilizio
Articolo 08 - Inviluppi planovolumetrici
Articolo 09 - Inviluppi planovolumetrici "A"
Articolo 10 - Inviluppi planovolumetrici "B"
Articolo 11 - Norme generali per gli inviluppi planovolumetrici
Articolo 12 - Norme generali per il decoro degli edifici
Articolo 13 - Viabilità 
Articolo 14 - Arredo urbano

TITOLO I
Norme Generali

Articolo 01 - Contenuti

La presente variante al P.R.G. di Feltre definisce:

  1. 1. il disegno urbano dell'area gi? compresa nel perimetro del Piano Particolareggiato del Boscariz ed aree limitrofe ad essa funzionalmente legate;
  2. 2. il ridisegno della viabilit? di raccordo tra la S.S. di Croce d'Aune e quella del Grappa come individuata negli elaborati grafici 1) 2) 3);
  3. 3. l'individuazione di un'area da adibire al gioco del rugby nei pressi dell’area scolastica di Pasquer.

L'area di cui al primo Articolo modificato con delibera C.C. n. 61 del 27/06/2001. punto ? individuata:

  • da apposito perimetro nella planimetria di progetto in scala 1: 5.000 (elaborato 3);
  • dal corrispondente perimetro della tavola delle zone significative e delle procedure in scala 1: 2.000 (elaborato 4, 5);
  • dalla rispettiva Scheda di Unit? di Riferimento (SUR) in scala 1:1.000 (elaborato 6);
  • Quelle di cui al secondo e terzo punto sono individuate rispettivamente:
  • dal tracciato stradale nella tavola degli Azzonamenti in scala 1: 5.000 (elaborato 3);
  • dal relativo perimetro di azzonamento per l’area sportiva come appare nella planimetria di progetto in scala 1:5.000 (elaborato 3).

La normativa sostituisce ed integra quella vigente esclusivamente per le aree interessate dalla variante.

Gli azzonamenti comprovanti la destinazione urbanistica delle aree sono quelli individuati nella planimetria di progetto ovvero:

L' elaborato 4. per le varianti di cui al punto I;

L' elaborato 3. per le varianti di cui ai punti II, III.

La presente variante ha validit? sino ad approvazione di altro provvedimento analogo.

 

Articolo 02 - Elaborati

La presente variante al PRG ? composta dai seguenti elaborati:

  1. Grande viabilit? PRG attuale e modificata sc. 1:10.000
  2. Grande viabilit? modificata sc. 1:5.000
  3. Azzonamenti sc. 1:5.000
  4. Zone significative sc. 1:2.000
  5. Tavola delle procedure sc. 1:2.000
  6. Schede interventi per unit? di riferimento (SUR)
  7. Schede interventi per unità edilizie (SUE)
  8. Relazione illustrativa
  9. Documentazione fotografica
  10. Recupero roggia dei molini sc. l:l.000
  11. Norme di attuazione

Articolo 03 - Articolazione della normativa

La presente normativa è articolata nelle seguenti parti:

  • I - Norme generali;
  • II - Azzonamento e procedure;
  • III - Interventi edilizi;
  • IV - Urbanizzazioni ed arredo urbano.

 

TITOLO II Azzonamento e Procedure


Articolo 04 - Definizioni

Nell'ambito di validit? della presente variante valgono le definizioni di cui alla vigente legislazione regionale, statale e di PRG. Vengono inoltre precisate le seguenti definizioni.

Unità di Riferimento (SUR)

Unità territoriale di riferimento della progettazione esecutiva, caratterizzata da una sostanziale unitarietà di disegno urbanistico ed uniformità dell'atteggiamento normativo al fine di garantire al suo interno una continuità progettuale e la definizione delle caratteristiche d'uso e di trattamento di alcune aree di interesse comune. Sono individuate ai sensi dell'art. 9 punto 3 LR 61/85.

La proposta di definizione degli interventi relativi è contenuta nell'elaborato 6 "Schede degli interventi per Unit? di Riferimento" (SUR).

Ferma restando la destinazione di zona stabilita nella tavola delle zone significative (elaborato 4), ciascuna SUR individua al suo interno:

  • le pertinenze degli edifici;
  • le pertinenze degli edifici destinate a verde privato vincolato;
  • le aree per verde e parcheggi d'uso consortile o pubblico;
  • le aree per la viabilità residenziale d'uso consortile o pubblico;
  • i percorsi pedonali e ciclabili d'uso pubblico;
  • gli inviluppi di riferimento;
  • gli accessi carrai indicativi ai lotti;
  • le alberature indicative.

Le previsioni adottate per ciascuna SUR si scostano generalmente da quelle derivanti dall'applicazione delle norme generali dei PRG per le specifiche Zone teriritoriali omogenee in esse comprese. Le nuove previsioni urbanistiche saranno desunte dalla linee normative e dalle previsioni planivolumetriche contenute in ciascuna SUR mentre la definizione architettonica dell’intervento avverrs in sede di progetto edilizio.

La tavola delle procedure (elaborato 5) individua ciascuna SUR e definisce, ai sensi dell’art. 24 della LR 61/85, quelle in cui l’edificazione è soggetta a preventiva approvazione di uno strumento urbanistico attuativo. Nelle rimanenti il rilascio della concessione è subordinato alla stipula di una convenzione riguardante il trattamento e le condizioni d'uso delle aree comuni individuate al loro interno dalla SUR. Le previsioni delle SUR possono in ogni caso essere modificate esclusivamente con il ricorso ad uno strumento attuativo esteso all'intero perimetro della SUR.

Comparto

Standards primari

Quota minima di standards primari: deve essere soddisfatta per i singoli interventi esclusivamente nelle aree soggette alla preventiva formazione di strumento attuativo o ove si intenda ricorrere a tale strumento, tenendo conto delle sistemazioni previste dalle relative SUR.

Ciascuna SUR individua ambiti a verde e parcheggi entro i quali ricavare gli standards primari. Le parti di tali ambiti non destinate a standards, ferme restando le destinazioni d'uso previste dalla SUR, sono considerate aree comuni rientranti nella superficie fondiaria. Nel caso un piano attuativo ridisegni le previsioni delle SUR, saranno comunque mantenute le stesse quantit? minime di superfici a standards e di aree comuni.

Il dimensionamento delle aree a standards primari da cedere o da dare in uso al Comune viene calcolato in base alla ricettività teorica massima prevedibile in base alle previsioni del piano con parametri di calcolo 150 mc/ab. e 5.5 mq/ab. dei quali 3 a verde e 2,5 a parcheggio. Nel caso di piani attuativi di limitata ampiezza, a giudizio della Commissione Edilizia, la superficie complessiva potrà essere recuperata solamente a parcheggio o a verde.

Standards secondari

Le aree a standards secondari, in diretta attuazione delle previsioni del Piano Regolatore Generale, sono individuati nella cartografia degli azzonamenti e delle zone significative (elaborati 3,4).

Aree comuni

Sono urbanizzazioni all'interno degli ambiti di uso esclusivo o semipubblico (servit? di passaggio) previste dalle SUR; non costituiscono standards, ma fanno parte integrale della Superficie Fondiaria. A tale regime sono accomunati i percorsi pedonali e ciclabili passanti all' interno di aree private.

Schede per unità edilizie (SUE)

Sono schede elaborate per interventi specifici a completamento di edifici esistenti definiti in variante alle previsioni del PRG riguardanti la zona di appartenenza e le relative normative relative agli indici, altezze, rapporti di copertura, distanze; per queste ultime si richiamano le norme relative del Codice Civile.

Le indicazioni hanno validit? per l'assetto planivolumetrico, mentre la definizione architettonica dell’intervento avverr? in sede di progetto edilizio.

Nuova edificazione

L'elaborato 5. relativo alle procedure individua all’interno delle SUR gli inviluppi degli edifici realizzabili.

All'interno delle SUR tali inviluppi sono sostituiti da delle tipologie di riferimento puramente indicative; vincolante ? per ciascuna previsione il rispetto dell’inviluppo di cui all'articolo seguente.

Fuori delle SUR l’edificazione ? regolata dalla vigente normativa di PRG con le seguenti limitazioni:

  • l’altezza degli edifici non potr? superare i ml. 9.00;
  • la progettazione dovr? , in linea di massima, attenersi alle prescrizioni della presente normativa in materia di interventi edilizi e trattamento delle aree esterne.

Articolo 05 - Azzonamenti

Le aree comprese entro il perimetro della presente variante sono classificate in relazione alla zonizzazione prevista dal vigente PRG. Negli elaborati grafici di progetto compare un nuovo azzonamento relativo a:

  • aree di verde privato vincolato
  • Zona territoriale Omogenea "EP"
  • Compare inoltre una nuova simbologia relativa a:
  • percorsi ciclabili e pedonali

Aree a verde privato vincolato

Sono aree appartenenti alla Superficie Fondiaria di particolare interesse ambientale e paesaggistico per le quali si prescrive il mantenimento del trattamento a verde territoriale con prevalenza del prato, prato arborato e bosco. Non possono essere cintate verso aree a medesima destinazione o aree agricole; ove individuato nelle allegate planimetrie di variante saranno accese servit? di passaggio pubblico al fine di realizzare piste ciclabili o percorsi pedonali.

Zone "EP"

Tali zone sono occupate dall’insediamento di edilizia economico popolare. Per esse si prevede la ridefinizione mediante un progetto generale con le seguenti finalità:

lo studio della viabilità e delle sistemazioni a verde;

la creazione di zone filtro tra aree adibite al gioco ed edifici esistenti,

nuovi interventi edilizi finalizzati ad inserire edifici bassi a lato delle aree pubbliche in modo tale da corr

Articolo 06 - Modalità  di attuazione

Si distinguono le seguenti procedure:

Concessione Edilizia Diretta (CE);

Concessione Edilizia Convenzionata (CC);

Piano Attuativo (PA).

Gli interventi a Concessione Edilizia Diretta (CE) e Concessione Edilizia convenzionata (CC) si attuano generalmente nelle aree urbanisticamente compiute e dotate delle principali opere di urbanizzazione, ai sensi degli artt. 9/109 della LR 61/85.

Sono previsti interventi a Concessione Edilizia Diretta (CE):

All’interno delle aree residenziali previste dal PRG con applicazione dei relativi indici di zona, ove tali aree non siano oggetto di previsioni di dettaglio ordinate nelle SUR; per gli interventi previsti dalle SUE.

Sono evidenziati nell'elaborato 5. relativo alle Procedure gli interventi a Concessione Edilizia Convenzionata (CC).

Qualora l'intervento edilizio necessiti del completamento di alcune opere di urbanizzazione il rilascio della concessione sar? preceduto dalla stipula di apposita convenzione comprendente un progetto di massima generale delle urbanizzazioni private e pubbliche secondo le previsioni delle relative SUR. Il disegno delle SUR pur essere modificato, fermi restando i valori relativi al dimensionamento (volumetria massima ed inviluppi di riferimento), solamente con il ricorso ad un Piano Attuativo.

 

Gli interventi a Piano Attuativo (PA) sono previsti:

Nelle aree di nuovo disegno urbanistico, equiparabili alle ZTO "C2" previste dalla LR 61/85, corrispondenti alle SUR numero 3, 4, 7, 8, 15, 16, 18, 19, 20, 21, 22, 23, 24, 25 così come individuate nell’elaborato 5.

L’ottenimento delle concessioni per comparti o singoli interventi costituenti stralci funzionalmente compiuti delle SUR deve essere preceduto dalla redazione di uno strumento attuativo.

Le previsioni delle relative SUR possono essere mutate dal PA solo per giustificati motivi fermi restando i valori di dimensionamento (volumetria massima ed inviluppi di riferimento) stabiliti.

TITOLO III
Interventi Edilizi

Articolo 07 - Modalit?  dell'intervento edilizio

La variante individua due inviluppi planivolumetrici di riferimento ai quali adeguare in linea di massima la nuova edificazione e le relative tipologie mentre la definizione architettonica dell’intervento avverr? in sede di progetto edilizio.

Gli inviluppi sono definiti dai seguenti elementi, desumibili dall’elaborato 5 :

orientamento: riferito all'esposizione solare ed agli elementi ordinatori del tessuto urbanistico; ? individuato dall’andamento della linea di colmo della copertura;

consistenza volumetrica: riferita allo sviluppo in alzato dell’edificio in relazione al tipo di tessuto urbano di riferimento; ? definita dal numero di piani e dalla sezione tipo dell’inviluppo e dalle sue varianti.

In linea di massima gli inviluppi di seguito definiti devono essere tenuti in considerazione anche per gli interventi di nuova edificazione al di fuori delle SUR.

Possono essere utilizzati inviluppi diversi da quelli di riferimento individuati dalla Variante per la realizzazione di edifici pubblici e per la realizzazione degli interventi edilizi prospettanti i nodi tra la nuova viabilit? di gronda e gli incroci di Via Cassie, Calzamatta e Via Colombo compresi nelle SUR 3, 22, 23, 24 nel rispetto dei seguenti parametri:

altezza massima: ml 9.00;

volume massimo: quello definito dalle SUR.

Articolo 08 - Inviluppi planovolumetrici

 

Inviluppi di riferimento

Inviluppi di riferimento

Gli inviluppi di riferimento individuati dal PRG nella tavola 5. relativa alle procedure sono due:

tipo "A" con volumetria massima di mc 1.600;

tipo "B" con volumetria massima di mc 1.000.

Nelle SUR vengono individuati a titolo dimostrativo degli impianti tipologici diversi

All'interno dei nuovi aggregati urbani è consentito utilizzare tutta o parte della volumetria dell'inviluppo per la realizzazione di attrezzature di servizio (bar, edicole, pizzerie, ecc) anche con tipologie diverse da quelle indicate nella presente normativa, previo parere della Commissione Edilizia.

 

Articolo 09 - Inviluppi planovolumetrici "A"

Tipologie di riferimento

L’inviluppo di tipo "A" viene individuato nelle SUR in un’unica tipologia di riferimento corrispondente al piccolo condominio sviluppantesi in tre piani abitabili e possibilit? di utilizzare in duplex dell’ultimo piano e della mansarda. Il piano seminterrato o interrato ? destinato a rimessa e locali di servizio..

Sezioni tipo

L’altezza del fabbricato non pur superare i ml 8.50 (a).

Per i fabbricati con piani terreni adibiti ad attività commerciali o artigianali I' altezza massima non potr? superare i ml 9.00 (b).

La pendenza della copertura dovrà essere compresa tra il 45 ed il 50%.

E' comunque consentita la realizzazione di tali fabbricati anche su due piani, aumentando conseguentemente il lato maggiore dell'inviluppo, previo parere della Commissione Edilizia.

Inviluppo planimetrico

Gli elaborati grafici individuano a titolo esemplificativo un inviluppo planimetrico tipo di forma rettangolare di ml. 15x10 (1).

Tale inviluppo pu? essere modificato in sede esecutiva variando la misura dei lati, ma mantenendo l'orientamento del lato maggiore e della linea di colmo (2).

Nella modifica dell'inviluppo oltre che aumentare o diminuire la superficie esemplificativa potranno anche essere modificati i singoli lati ma il lato maggiore dovrà rimanere tale ed avere un rapporto minimo di 12/10 con il lato minore.

E' ammessa la scomposizione della pianta in non pi? di tre rettangoli; la profondit? delle riseghe non dovr? comunque superare ml. 1.50 (3).

L’accesso a garages interrati dovr? essere realizzato in modo tale che risulti arretrato d? almeno ml. 2.00 da filo dell’edificio al fine che non ne modifichi l’attacco a terra.

Alcuni edifici possono godere di un ampliamento a piastra del piano terreno al fine di aumentare la superficie da destinare ad attività commerciali, artigianali e direzionali; tali ampliamenti sono individuati da apposita grafia nelle relative schede (4) e nella Tavola delle Procedure (Tav.5). La superficie a piastra ammessa non dovrà superare la superficie coperta dell’edificio ed avere sviluppo fuori terra non superiore ad un piano con altezza dei locali per uso commerciale.

Corpi accessori

Non sono ammessi corpi accessori. Vani scala ed ascensore e locali di servizio devono rientrare nella volumetria massima di inviluppo.

E' ammessa la realizzazione di porticati aperti tra edifici posizionati nella tavola delle procedure a distanze inferiori a quelle definite nella normativa.

Aggregazioni

Le aggregazioni tra blocchi avverranno:

in appoggio (fig. 1a).

attraverso il corpo porticato (fig. 1b).

mediante scale o vani scala.

Potranno essere:

in linea quando i colmi seguono orientamenti poco scostati tra di loro (fig 2a)

ad "L" quando i colmi seguono orientamenti ortogonali (fig. 2b).

Utilizzazione della volumetria

La volumetria indicata per ogni inviluppo è la massima. Utilizzazioni di volumetrie minori sono ammesse sino ad un 25% in meno senza alcuna prescrizione.

Articolo 10 - Inviluppi planovolumetrici "B"

Tipologie di riferimento

Oltre all'inviluppo individuato nella tavola delle procedure, in ciascuna Scheda di Unità di Riferimento vengono suggeriti degli impianti tipologici particolari corrispondenti a:

  1. l. edificio in linea con impianto distributivo ad una profondità
  2. edifici binati a schiera con corpo garage;
  3. edificio a blocco a doppia profondità per esposizioni equisolari.

Tali individuazioni sono orientative ferma restando in ogni caso la possibilità di variare tipologia all’interno dei limiti imposti all’inviluppo assegnato.

Inviluppo "B" sezioni tipo

L’altezza del fabbricato non potrà superare i ml. 7.50

L’edificio dovr? avere almeno due piani fuori terra (fig. 1).

Sono sempre ammessi i piani interrati o semi interrati.

L’altezza residua può essere utilizzata per guadagnare abitabilit? al sottotetto (fig. b) o per rialzare il piano terreno (fig. c).

La copertura dovrà essere a due falde uguali (fig. 2a).

Falde diseguali sono ammesse esclusivamente per la copertura di poggioli che occupino almeno metà della facciata (fig. 2b).

La pendenza delle falde dovrà essere compresa tra il 45 ed il 50%; la scelta dovrà essere conseguente alle pendenze degli edifici circostanti.

Inviluppo planimetrico

Gli elaborati grafici individuano a titolo esemplificativo un inviluppo planimetrico tipo di forma rettangolare di ml 15x10 (1).

Tale inviluppo può essere modificato in sede esecutiva variando la misura dei lati per uno sfruttamento integrale della volumetria.

Nella modifica dell'inviluppo oltre che aumentare o diminuire la superficie esemplificativa potranno anche essere modificati i singoli lati ma il lato maggiore dovrà rimanere tale ed avere un rapporto minimo di 12/10 con il lato minore.

E' ammessa la scomposizione della pianta in non pi? di due rettangoli, la profondità delle riseghe non dovrà comunque superare ml. 1,50 (2).

Corpi accessori

Qualora non si realizzino garages interrati o semi interrati sono ammessi corpi accessori realizzati nel rispetto dei parametri urbanistici ed edilizi dell'art. 3.3.6 delle Norme Tecniche di Attuazione del P.R.G..

Non rientrano nel computo della volumetria assegnata all'inviluppo.

Per mezzo di tali corpi, oltre che ai porticati alle scale e i vani scala, è possibile articolare planimetricamente gli edifici aggregati.

Sono ammessi nel numero massimo di uno per ogni unità edilizia.

Utilizzazione della volumetria

La volumetria indicata per ogni inviluppo è la massima. Utilizzazioni di volumetrie minori sono ammesse:

sino ad un 25% in meno senza alcuna prescrizione (fig. 1).

sino al 50% in meno con la prescrizione che sia presentato un progetto unitario che preveda la realizzazione anche in tempi diversi del completamento dell’organismo edilizio prevedendo una seconda unità immobiliare sino alla utilizzazione della volumetria massima consentita (fig. 2).

 

Articolo 11 - Norme generali per gli inviluppi planovolumetrici

 

Modellamenti del terreno

All'interno di ciascun lotto il terreno dovrà seguire per il possibile l'andamento naturale.

Sono ammessi lievi rimodellamenti per adeguare la giacitura in relazione al deflusso delle acque.

Non è ammessa la formazione di rilevati per innalzare la quota del terreno in rapporto alla quota d'imposta del piano terreno dell'edificio (fig. 1).

Sono ammesse rampe a servizio di garages interrati nel rispetto della vigente normativa e qualora:

siano realizzati in vani seminterrati (fig. 2a)

nel caso siano realizzati in vani interrati siano opportunamente staccate dal filo dell'edificio di almeno ml. 2.00, al fine di non modificarne la linea di attacco al terreno (fig. 2b).

Posizionamento dell'edificio

In linea di massima l’edificio deve essere mantenuto nella posizione individuata planimetricamente negli elaborati di piano.

Le trasposizioni della planimetria dell'edificio al di fuori dell’inviluppo previsto nelle planimetrie di piano non potrà comunque superare il 50% della superficie coperta.

Distanze

Vengono mantenute le distanze di cui al vigente PRG, ovvero:

dai confini ml. 5

tra edifici ml. 10 tra pareti finestrate o pari all' altezza del fabbricato pi? alto.

Distanze da edifici e strade diverse da quelle previste dalla normativa di zona sono determinate graficamente nell’elaborato 5. Tavola delle procedure.

Articolo 12 - Norme generali per il decoro degli edifici

Gli edifici dovranno rispettare le seguenti prescrizioni:

  •  Le coperture, costituendo un elemento di rilevante interesse estetico e architettonico, devono essere concepite in relazione alle tipologie prevalenti della zona finitima.
    In ogni caso il manto deve essere adeguato ai colori e tipi prevalenti nella zona finitima.
    Gli abbaini devono essere arretrati di almeno ml 1,00 dal filo del muro esterno dell'ultimo piano abitabile immediatamente sottostante; non dovranno occupare pi? del 25% della superficie della falda interessata dall'intervento. L'arretramento in misura minore di 1,00 m dal filo del muro esterno può essere concesso su conforme parere della C.E. qualora lo giustifichi la tipologia circostante l'intervento.
    I pannelli solari, installati in copertura, debbono rientrare nella linea di falda, essere aderenti alla falda ed essere costituiti da profilati di contorno dello stesso colore del manto di copertura.
  • Le murature esterne degli edifici, qualora intonacate, devono essere preferibilmente di colori chiari.Le disposizioni relative alle coloriture, si riferiscono sia agli edifici di nuova costruzione, sia al restauro e rifacimento dei fabbricati esistenti.
    Colorazioni diverse potranno essere concesse se giustificate da particolari caratteristiche del progetto e/o dell'ambiente.

Potranno essere comunque utilizzate finiture diverse, purch? con materiali naturali, nel pieno rispetto delle tipologie locali e dell’ambiente circostante.

 

TITOLO IV
Viabilità  e Arredo Urbano

Articolo 13 - Viabilità

Contenuti della normativa

La pubblica, distinta in viabilit? di scorrimento e viabilit? residenziale, ? evidenziata nelle tavole di progetto con apposita grafia e definita nelle caratteristiche dimensionali di massima ai seguenti paragrafi.

La forma definitiva della sezione stradale verr? determinata in sede di progettazione esecutiva nella quale potranno anche essere ridefinite le dimensioni e la tipologia in base alle esigenze dell'amministrazione.

La viabilità pubblica sarà realizzata direttamente dal Comune secondo i programmi triennali dei lavori pubblici e le previsioni del Programma Pluriennale di Attuazione del PRG. Qualora tale viabilità risulti indispensabile per la realizzazione delle urbanizzazioni e degli interventi edilizi di ambiti soggetti a piano attuativo e non sia compresa nei suddetti programmi di spesa, la realizzazione dell’opera potr? essere compiuta dai privati a scomputo degli oneri relativi alle opere di urbanizzaazione secondaria; il Comune potrà in tal caso intervenire per avviare le procedure relative alla pubblica utilit? dell'opera.

La viabilità privata rientra nella perimetrazione delle Schede di Unità di Riferimento (SUR) e nella relativa zonizzazione di zona; le caratteristiche d'uso (esclusivo, semipubblico, pubblico) della viabilità interna agli ambiti sarà definita da prescrizioni in sede di rilascio di Concessione Edilizia o da apposita convenzione di comparto o piano attuativo. Le dimensioni minime della carreggiata sono definite ai seguenti paragrafi.

Le distanze da mantenere dal filo stradale sono quelle previste dalle norme di PRG, ove gli elaborati grafici di piano non ne definiscano di inferiori.

Nel caso di sistemazione di viabilità esistenti ed ove manchi la possibilità di adeguare la sezione a quelle allegate, sono ammesse, sentita la Commissione Edilizia, soluzioni diverse

Viabilità di scorrimento

La viabilità maggiore è costituita dal viale di raccordo tra la SS di Croce d'Aune e la SP Pedemontana per Cesio e dall’asse in parte esistente che congiunge Via Segusini con il plesso scolastico.

A tale viabilità si vuole dare, per la tratta interessante il quartiere del Boscariz, le caratteristiche di viale urbano, più che di circonvallazione.

Si distinguono:

  1. la sezione "A. 1" con carattere proprio di viale per la parte interessante il quartiere con nastro alberato e marciapiedi;
  2. la sezione "A. 2" con carattere analogo alla precedente ma sezione ridotta per la viabilit? di collegamento tra via Segusini ed il plesso scolastico.

Viabilità pubblica all'interno degli ambiti residenziali

Sono previste delle sezioni ridotte per le corsie veicolari al fine di scoraggiare gli eccessi di velocità.

le sezioni tipo sono:

la "B. 1" per i nuovi tracciati, caratterizzata dalla presenza del nastro in blocchetti rinverdenti e dal doppio marciapiede;

la "B. 2" da utilizzarsi in casi di riattamento di strade esistenti ed ove si abbia una sezione utile ristretta.

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 Viabilità privata all'interno degli ambiti residenziali

La viabilità veicolare è di sezione assai ridotta onde ridurre la velocità dei mezzi ed evitare il parcheggio in sede.

Si distinguono due sezioni tipo:

la "C. 1" a doppio senso di marcia;

la "C. 2"a senso unico.

E' d'obbligo realizzare il marciapiede, mentre è facoltativa la fascia di raccordo che potrà essere utilizzata per la messa a dimora di siepi od arbusti senza il ricorso ai blocchi rinverdenti.

Gli elementi di raccordo

Gli elementi di raccordo tra i piani viabili sono costituiti da:

un cordolo smussato posto in opera in orizzontale che funge anche da passo carraio se posto in opera a quota lievemente ribassata;

un nastro in masselli autobloccanti rinverdenti in cls grigio per una sezione non inferiore a ml. 0.50; tale nastro serve per la messa a dimora di alberature, cespugli e l'eventuale inserimento di oggetti di utilit? infissi al suolo senza occupare la sede del marciapiede;

una cordonata di contenimento del nastro in blocchi rinverdenti.

Articolo 14 - Arredo urbano

Arredo urbano

Gli elementi di arredo considerati sono i seguenti:

finiture particolari della carreggiata stradale;

recinzioni ed accessi alle aree private;

oggetti di utilità;

verde.

Trattamento particolare della carreggiata stradale

All'innesto delle viabilità secondarie di servizio degli ambiti residenziali si dovr? provvedere alla realizzazione di un tratto della larghezza di almeno ml. 1.00 in cubetti di pietra sagomato a dorso di mulo al fine di ridurre la velocit? dei veicoli e di distinguere la viabilit? di servizio esclusivo del plesso residenziale dalle viabilità di rete.

Tale opera sarà ripetuta per ogni tratta di ml. 50 della carreggiata.

Recinzioni delle aree private

Potranno essere consentite recinzioni realizzate con assicelle in legno, palizzate e strutture portanti in legno, grigliati, siepi di essenze autoctone, muretti in pietra a vista di tipo tradizionale o muretti intonacati coperti da pietre squadrate (fig. 79/B, C, D, 80/A, B dei Sussidi Operativi del P.A.Ma.G.) e non superare di norma l'altezza di ml. 1.20.

Non sono consentiti, per le recinzioni, mate?riali diversi da quelli tradizionali (legno, ferro o pietra); è ammessa deroga nel caso di nuclei a progettazione urbanistico-architettonica unitaria.

Le recinzioni in legno dovranno avere fonndazioni a plinti isolati, senza la messa in opera di cordoli continui in c.a.; potranno poggiare su cordolatura, solo nel caso di delimitazioni tra piani posti a quote tra loro diverse. Sono ammessi, per la chiusura di accessi pedonali e carrai delle corti prospicenti spazi pubblici solo cancelli realizzati in legno o ferro color nero, secondo i motivi tradizionali.

E’ prescritta la valorizzazione delle cinte murarie e dei muri di sostegno di antica origine per i quali sono obbligatori interventi di consolidamento e recupero.

Altre tipologie potranno essere ammesse per documentate esigenze specifiche ma le nuove recinzioni dovranno avere un impatto visuale limitato ed essere realizzate con ma?teriali di tipo tradizionale.

Va comunque scoraggiata la tendenza a delimitare tutte le proprietà, anche quelle che non sono di stretta pertinenza degli edifici, con recinzioni che spesso rappresentano vere e proprie barriere, visive ma anche fisiche.

Oggetti di utilità

Gli oggetti di utilit? devono essere scelti, oltre che in base a valutazioni estetiche, in ragione alla loro durata e bassa manutenzione.

E' consigliato l'uso dei seguenti materiali: gli elementi in ghisa, in acciaio inox o coutain, il legno naturale o trattato con impregnanti; la pietra naturale.

Verde urbano

Il trattamento del verde è uno degli elementi di maggiore caratterizzazione dell'ambiente urbano e dei suoi rapporti con l'intorno agricolo.

Nelle SUR sono presenti delle indicazioni in merito al trattamento a verde.

In particolare si prevede:

per le piantumazioni d'alto fusto l'uso di essenze tradizionalmente diffuse nella zona con l’esclusione nelle aree interne di sempreverdi che raggiungano grandezze elevate quando queste possono provocare ombre portate persistenti in lotti limitrofi.,

I' uso di siepi sempreverdi per la creazione di diaframmi opachi alla visione; nel caso di aree soggette a strumenti attuativi o a convenzioni di comparto si dovranno utilizzare essenze della medesima specie o tra loro coordinate;

nel caso di aree soggette a strumenti attuativi o a convenzioni di comparto dovrà essere predisposto un elaborato specifico per i trattamenti a verde con l’indicazione delle essenze e delle tipologie d'impianto; la nuova viabilità sarà attrezzata con siepi a forma libera o con filari d’alberi di grandezza determinata in relazione alla sezione stradale messi a dimora a confine o all’interno dei lotti;

 L’utilizzo di essenze e forme di impianto tradizionali nelle aree a verde privato vincolato e in quelle confinanti con il territorio agricolo.


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